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21 dicembre 2018

venerdì

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ore 22:00 - live: MARCO DE ANNUNTIIS - opening act: LO STADIO ANIMALE - ingresso libero

Marco de Annutiis è un cantautore, poeta, compositore e polistrumentista. 

Nato a Ostia, laureato in Lettere alla Sapienza di Roma con una tesi sul rapporto tra poesie e canzone, dal 2010 ha iniziato ad accompagnare come turnista altri cantautori (Luigi “Grechi” De Gregori, Frida Morgan) e guidato diverse band dell’underground romano (The Vicious, City Lights). 

Nel 2015 ha girato il documentario “Comizi d’amore - Ostia” (remake del film di Pier Paolo Pasolini) per il quale scrive anche le musiche. 

Nel 2016 compone la colonna sonora di “Sotto la sabbia” di Fausto Trombetta, mentre nel frattempo la sua “Conigli dappertutto” viene inserita nel film “Maremmamara” di Lorenzo Renzi. 

Nel 2017 è tra gli autori dell’antologia “Ostia! Romanzo di una periferia” di Territorio Narrante (Red Star Press / Hellnation) e successivamente inizia a lavorare a un documentario sul regista maledetto Claudio Caligari. 

Il 25 maggio 2018 esce il suo primo album da solista intitolato “Jukebox all’Idroscalo” (gioco di parole fra “Jukebox all’Idrogeno” di Ginsberg e il luogo del massacro di Pier Paolo Pasolini): l’album viene registrato quasi tutto live in studio da un quartetto beat assemblato per l’occasione ed è dominato dal suono inconfondibile della sua voce e del suo organo Farfisa. Prodotto da Luigi Piergiovanni (Gronge, Almamegretta, Flavio Giurato, Fausto Rossi) e stampato esclusivamente in vinile a 33 giri dalla CINEDELIC RECORDS, l’album contiene 10 canzoni inedite, tra cui il duetto con Ilenia Volpe “Borderline”, le canzoni-manifesto “Come De André” e “Dandy di città”, nonché una cover tradotta (“Jukebox”) adattata in italiano da “Le claqueur de doigts” del venerato Serge Gainsbourg.

Lo Stadio Animale vede la luce nel 2016, nel freddo e nella nebbia. Di notte non dorme e preferisce distrarsi con libri, film e fumetti. Lo Stadio Animale fa la musica con la chitarra, il basso e il tu-tu cha e vuole raccontarvi quello che ha visto appena sette minuti prima della Fine del Mondo. Il primo disco dello Stadio Animale si chiama "Il mio disegno dei quattro anni" (2017), ci trovate dentro uno strano miscuglio di musica acustica, atmosfere post-rock, riff metal e metriche hip hop. Ci trovate quel malessere che non si può confidare, quando le parole non vogliono stare in fila, ci trovate il buio e la luce.