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18 gennaio 2019

venerdì

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ore 22:00 - live: ENZO BECCIA - ingresso libero

Una mano sulla valigia e una aperta per salutare” è l'immagine riassuntiva di Per chi viaggia leggero di Enzo Beccia, rappresentando le radici, i legami e contemporaeamente la libertà del viaggio, il dualismo tra praticità ed idealismo, di una mano aggrappata alla quotidianità materiale e una libera di muoversi; la frase tratta da Che si dice a Milano è una delle sette tracce del progetto discografico di Enzo Beccia in collaborazione con la paroliera Fiorenza Sasso, con un racconto da ascoltare e da leggere nel libro che accompagna l`album, intrecciando musica e parole, come se fossero due punti di vista della stessa vita, ma incontrandosi sempre nell'interiorità. Cè qualcosa che appartiene a ciascuno in queste tracce, prodotte artisticamente da Enea Bardi che ha sottolineato l'essenzialità del racconto che è una rivoluzione quotidiana, un bisogno di essere ed esserci, tra legame e uscita dal confine, scegliendo sonorità popolari e cantautorali tra il jazzato e il folk.    

Per chi viaggia leggero è la ricerca dell'essenzialità, la scelta di cosa portare con sè e cosa, in un momento di cambiamento, diventa superfluo, come se si dovesse riempire uno zaino in partenza, ma l'essenza resta l'interiorità del protagonista. L'album inizia col desiderio di svolta, sottolineato da un valzer che potrebbe far volteggiare leggeri tra i sogni, ma durante il percorso gli ostacoli possono essere rappresentati da Gli indifferenti che assieme a Non di vento ma di parole, sono delle denunce verso l'egoismo, la frenesia che dimentica i più deboli e poi, col passare del tempo, scorda l'umanità; invece le persone sono nate per stare insieme e ci sono luoghi che ne sono stati simboli “credo nella piazza e grido forte anche per te” e lì sono nate le rivoluzioni. Enzo Beccia propone un progetto interessante, esortando l'ascoltatore alla lettura e anche all'immedesimazione, l'intero album scorre molto velocemente permettendo un percorso sia per immagini che personale, restando in bilico tra interiorità e quotidianità, con un buon uso metaforico e una voce accogliente nell'essere molto reale.

Ingresso libero